“Prateria”: un’opera letteraria e uno dei più bei testi di marketing territoriale

Mi hanno chiesto un consiglio per un testo di marketing territoriale e a mio avviso un testo fantastico, che tutti dovrebbero conoscere è “Prateria” di William Least Heat-Moon.

Non è un testo di economia, né di marketing, ma un’opera di narrativa; un lungo racconto di un piccolo paese sperduto del Kansas, senza nulla di particolare.

Forse la descrizione che ne fa Baricco ci aiuta capire – meglio di quello che potrei fare io – perché questa opera di letteratura è uno dei migliori esempi di marketing territoriale.

“Se uno prende una cartina degli States e la piega a metà, sia orrizontalmente che verticalmente, all’incrocio delle due pieghe trovarà il Kansas, e più precisamente una piccola Contea che si chiama Chase County.

Prateria racconta questa particella d’America: 3013 abitanti, un solo giornale, una biblioteca, sessantasei pompieri volontari, sei pompe di benzina, uno sceriffo, un barbiere e un semaforo (lampeggiante).

Una porzione di semi-nulla. Uno spazio bianco nello spettacolare dattiloscritto del mito americano. Solo silenzi, erba, mucche, e coyote.

Già sembra insensato viverci: pensa scriverci un libro. Least Heat-Moon l’ha fatto. E gli è riuscito di farlo per 700 pagine. Si è messo lì e ha disegnato una mappa fatta di frasi, visioni, immagini, notizie, numeri, sensazioni, odori, leggende, destini. Una meraviglia. Ci passi gli occhi sopra e trovi di tutto… Storie di pionieri… Storie di animali…

Mentre leggi viaggi, mentre viaggi vedi, mentre vedi ti decolla la fantasia. E intanto impari una cosa. Che a saperlo guardare, qualsiasi schifoso pezzo di terra è un poema epico, e un testo sacro, e un canzoniere d’amore e un atlante di idee…

Finisce che ci credi. Che se qualcuno non ti ferma te ne esci, ti metti una sediolina al centro del giardino pubbblico più vicino, e inizi ad aspettare. Un’ora o anni magari, e se quello scaracciolo di terra ha un’anima tu gliel’avrai letta.”

Questo testo rende evidente quello che le scienze cognitive hanno scoperto da diversi anni e cioè che le cose non parlano da sole, ma siamo noi a dare senso e significato a ciò che ci circonda.

Le Dolomiti, Patrimonio dell’umanità, per esempio – non sono belle “di natura”, ma sono “diventate” belle quando l’occhio dell’uomo, dopo il 1700, ha cominciato a guardarle in maniera diversa. In precedenza le stesse montagne erano luoghi orridi, che incutevano paura e timore, senza alcun fascino.

E’ davvero incredibile pensare che uno stesso luogo possa trasformarsi così radicalmente agli occhi dell’uomo, ma questo avviene per ogni cosa.

Dopo aver letto Prateria nessuno potrà dire del proprio territorio: “Qui non c’è niente”.

Se anche il più piccolo, insignificante, paesino statunitense ha una tale ricchezza che verrebbe subito voglia di partire subito per vederlo con i propri occhi, allora cambia tutto.

Emerge un senso di speranza inedito per innumerevoli territori, nuove possibilità per il futuro, spazi inesplorati per nuovi lavori e un modo diverso di intendere il turismo e lo sviluppo territoriale.

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