“Prateria”: un’opera letteraria e uno dei più bei testi di marketing territoriale

Mi hanno chiesto un consiglio per un testo di marketing territoriale e a mio avviso un testo fantastico, che tutti dovrebbero conoscere è “Prateria” di William Least Heat-Moon.

Non è un testo di economia, né di marketing, ma un’opera di narrativa; un lungo racconto di un piccolo paese sperduto del Kansas, senza nulla di particolare.

Forse la descrizione che ne fa Baricco ci aiuta capire – meglio di quello che potrei fare io – perché questa opera di letteratura è uno dei migliori esempi di marketing territoriale.

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Non penserai mica che Mario entri in fabbrica?

Bellissima intervista di Stefania Zolotti a uno dei padri dell’industria italiana: Mario Carraro.

Una intervista lunga, profonda, talmente bella che non vorresti che finisse mai. Una lettura diversa dal solito per riflettere sul mondo del lavoro, con un linguaggio schietto, diretto, oltre i classici luoghi comuni.

“Ho un ricordo chiaro. Anni ’60, Fiera di Padova, presentavano la prima fotocopiatrice Xerox. Ci andai con il nostro Amministratore delegato che disse “Se fossimo più grandi potemmo comprarla”. Gli risposi che l’avrebbe avuta il giorno dopo perché quella per me era uno strumento di comunicazione e non solo una fotocopiatrice. Ci avremmo potuto riprodurre lucidi, far viaggiare il nostro messaggio, usarla per le nostre presentazioni. Dopo sei mesi ne comprammo una seconda perché la prima era sempre intasata di richieste

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PMI in crescita a doppia cifra e multinazionali in crisi

Da qualche mese i media ed i politici ci comunicano che la produzione sta aumentando e che, di conseguenza, la crisi ormai dovrebbe essere superata. È vera questa cosa? Solo in parte.

Quello che non ci dicono, infatti, è che questi dati sono “aggregati”. Ovvero esprimono un valore generato complessivamente dalle aziende italiane, senza specificare l’aspetto più interessante: quello che sta realmente accadendo – come ha evidenziato anche Fabrizio Cotza in un bel post sul Linkedin – è che poche aziende stanno crescendo a doppia cifra (quindi ben più degli striminziti zero virgola qualcosa dei dati aggregati), mentre la maggior parte sta ancora soffrendo e continua ad essere a rischio.

Ma chi è che cresce maggiormente?

A dispetto di quanto si possa credere alcune PMI crescono molto più delle multinazionali.

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Nuove mappe per le imprese. Seminario per imprenditori e responsabili ad Alba (CN).

Per riflettere su quello che si sta facendo e aprire scenari inaspettati

C’è un disallineamento tra quanto la scienza sa e ciò che le imprese praticano. Ci sono tante scoperte delle scienze sociali – psicologia, neuroscienze, antropologia, filosofia, scienze della complessità ecc – che dimostrano tante cose su come siamo fatti e su come ci comportiamo, come apprendiamo, come motiviamo le persone, a quali condizioni possiamo creare qualcosa di nuovo e innovare.

Ebbene, spesso facciamo l’opposto. Non perché siamo stupidi o cattivi. A volte è proprio il buon senso o l’intuito che ci frega. Il buon senso era anche quello che ci faceva credere che la terra fosse piatta oppure che fosse il sole a girare intorno alla terra. Non sembra forse cosi?

Andiamo in giro con mappe dell’800 e ci meravigliamo che siamo confusi, che non troviamo le strade e fatichiamo a crearne di nuove.

Le nuove tecnologie, inoltre, sono solo uno strumento e non indicano nessuna strada. Abbiamo bisogno di nuove teorie, di nuove mappe, nuove conoscenze che ci aiutino a vedere ciò che ci circonda.

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Un premio per chi cerca di inventarsi un nuovo mondo

Una bellissima analisi di Luciano Martinoli cerca di comprendere come mai in borsa aziende che fanno soldi vedono l’azione scendere, chi ne perde e si indebita e la vede salire.

Il punto di vista da accogliere per comprendere questi fenomeni è l’esistenza, e la loro qualità, dei progetti di sviluppo.

Il mercato, l’economia, la società intera chiede alle aziende che hanno creato questo mondo – che sta morendo di una fisiologica perdita di senso (nulla è per sempre) – di inventarne un altro.

E la finanza premia chi cerca di inventarsi un nuovo mondo: https://lnkd.in/gbVi3SF .

Il paradosso del potere

Una sintesi dell’articolo di Annamaria Testa sul “perché le persone di potere badano solo a se stesse” e una riflessione per superare la situazione attuale.

“Che cosa frulla nella mente delle persone di potere? Ce lo domandiamo – e capita non di rado – quando i loro comportamenti ci appaiono contraddittori, o poco comprensibili, o così arroganti da essere difficili da sopportare. Un recentissimo articolo uscito sull’Atlantic ci invita a porci la domanda in termini più radicali: che cosa accade al cervello delle persone di potere?

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Content marketing (e non solo). Quando il maggiordomo è importante come il re.

Internet e i Big Data hanno dato la possibilità di realizzare un sogno che fino a qualche anno fa sembrava impossibile e cioè quello di una biblioteca potenzialmente infinita in cui poter cercare qualsiasi cosa; ma trovare una cosa in un catalogo infinito è impossibile: l’unico modo è inserire dei criteri per delimitare la ricerca e organizzare i dati per poterli poi trovare e utilizzarli.

A questo proposito Erika de Bortoli scrive su Linkedin:

Content is king. Quante volte s’è letto ormai? Se il contenuto regna sovrano, beh, non sottovalutiamo il maggiordomo.

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