Basta con la cassetta degli attrezzi

Si abusa sempre di questo termine “cassetta degli attrezzi”.

Deve essere una cosa figa del marketing – scrive ironicamente Cristano Carriero in un suo post. La verità è che io non so riparare nemmeno una tapparella, eppure casa mia è piena di attrezzi… Fuor di metafora, io credo che un corso di formazione non debba lasciare una cassetta degli attrezzi, ma solcare delle vie da percorrere.

Prendo spunto da questa riflessione di Carriero per un approfondimento su questo termine “abusato” e “sbagliato”. Sbagliato perché evoca un’idea falsa della formazione.  

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Cellule e team building: perché la formazione motivazionale è inutile e dannosa

Qualche giorno fa Massimo Targa su Il Sole 24 ORE ha pubblicato un bell’articolo dove sottolineava la deriva del tema building e di tutti i corsi motivazionali: camminate su carboni ardenti, orienteering, corde alte, rafting e vela, rugby ecc. Non c’è azienda che, per ri-motivare, ri-ingaggiare, ri-allineare, ri-formare le proprie persone, non si sia lasciata prendere la mano  con le proposte più varie per rafforzare la motivazione e la passione dei propri manager e dipendenti.

Tuttavia sarebbe quanto meno opportuno chiedersi se tali esperienze formative siano sempre utili, efficaci, mirate e necessarie.

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La formazione per macchine banali

Sul sito di una delle più grandi agenzie di lavoro interinale ho trovato questa frase sul tema “FORMAZIONE” che mi ha lasciato stupefatto (non è importante citare l’azienda, ma riflettere sugli impliciti di questa idea di formazione).

Il nostro team composto da esperti in materia, leader di pensiero, formatori di livello mondiale e designer, incrementa il valore della nostra offerta attraverso un ricco set di soluzioni di apprendimento basato sulla ricerca, garantendo il raggiungimento degli obiettivi“.

Cioè questa azienda garantisce il raggiungimento degli obiettivi in un percorso di formazione!!! Ma come si fa a garantire il raggiungimento degli obiettivi parlando di formazione?

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“Impari da Platini”

Sul ruolo del consulente chiamato a risolvere e gestire problematiche relazionali, mi piace ricordare un aneddoto su Edgar Morin citato da Ugo Morelli.

In un seminario di formazione per formatori e consulenti, Morelli rifletteva sul ruolo del consulente o dell’esperto chiamato a risolvere situazioni conflittuali e sottolineava come fosse fondamentale, ancora più della competenza tecnica del consulente, il processo che veniva attivato.

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Sogni d’oro. La storia di Adriano Olivetti, favola vera dell’immaginazione al potere

Fra i tanti contributi, articoli, riflessioni dedicati ad Adriano Olivetti, uno dei miei preferiti è spettacolo teatrale “Sogni d’oro, la favola vera di Adriano Olivetti” scritto da Roberto Scarpa, attore, clown, drammaturgo.

Un monologo che rende in modo emblematico e unico lo spessore e il carisma di Adriano che fu nello stesso tempo imprenditore, politico, urbanista, scrittore, editore, sognatore, amante del design e dell’architettura. Ecco una sintesi del monologo*:

Ci sono molti lavori che mi piacerebbe saper fare ma quello più bello di tutti, per me, è cercare tesori. Partire senza assicurazione, con uno straccio di mappa scolorita,determinati a tornare solo quando il sacco sulle nostre spalle sarà pieno di qualcosa che cambierà la nostra vita.

Anche se, a pensarci bene, non sono sicuro che sia considerato un lavoro… Devo essermi addormentato perché sognai e all’alba del giorno dopo, quando mi sono risvegliato, avevo trovato il tesoro di cui adesso vi dirò…

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Il nuovo ruolo dell’imprenditore – Seminario a Santarcangelo di Romagna (RN)

L’idea base del seminario

C’è un disallineamento tra quanto la scienza sa e ciò che le imprese praticano. Ci sono tante scoperte delle scienze sociali – psicologia, neuroscienze, antropologia, filosofia, scienze della complessità ecc – che dimostrano tante cose su come siamo fatti e su come ci comportiamo, come apprendiamo, come motiviamo le persone, a quali condizioni possiamo creare qualcosa di nuovo e innovare.

Ebbene, spesso facciamo l’opposto. Non perché siamo stupidi o cattivi. A volte è proprio il buon senso o l’intuito che ci frega.

Il buon senso era anche quello che ci faceva credere che la terra fosse piatta oppure che fosse il sole a girare intorno alla terra. Non sembra forse cosi?

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L’imprenditività è un falso miraggio

Articolo pubblicato su “Senzafiltro” il 14 settembre 2016

Da diversi anni seguo e progetto corsi di formazione per disoccupati e più di una volta mi sono chiesto se avesse senso questo tipo di formazione: investire risorse sull’orientamento creando tante aspettative in un mercato del lavoro piuttosto fermo.

In particolare ho qualche dubbio sull’insistere, come fanno diversi orientatori, sul concetto di “imprenditività”:  sul fatto cioè che la persona che cerca lavoro debba aver un atteggiamento “imprenditoriale”, attivandosi per far accadere qualcosa senza aspettare che il lavoro cada dall’alto.

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