Passare dai fatti alle parole

Molto spesso la lamentela più comune verso le classi dirigenti (imprenditoriali e non) è che faticano a passare dalle parole ai fatti. Il classico luogo comune dice che “predicano bene e razzolano male” o che “sono bravi solo a parole” ecc.

Sempre più spesso, invece, mi rendo conto che i fatti che accadono e la crisi di tante imprese (e della politica) è strettamente connessa proprio alle parole usate. I fatti cioè sono legittima conseguenza delle parole e del linguaggio usato: non c’è alcuno scarto.

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Parole vuote: “valorizzare i prodotti locali”

Molti progetti di sviluppo territoriale e turistico si pongono l’obiettivo di “valorizzare le produzioni locali”, ma un obiettivo come questo è troppo generico e non è sufficiente a indirizzare i comportamenti e le scelte strategiche in un’unica direzione. Questo è emerso in modo estremamente evidente in una ricerca finanziata dalla Camera di Commercio di Trento a cui ho collaborato.

Uno degli obiettivi della ricerca era cercare di capire il punto di vista di operatori e responsabili per capire se l’idea guida del progetto era condivisa: dalle interviste è emerso come il richiamo alla “valorizzazione del territorio e delle produzioni locali” fosse interpretato in modo totalmente diverso dai singoli attori coinvolti. Vediamo i quattro punti di vista emersi e le relative implicazioni.

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Magistratura e impresa: due sentenze (non banali) sul ruolo dell’impresa

Il 17 giugno il Corriere della Sera ha pubblicato la notizia che il tribunale di Milano ha dato il via libera al licenziamento di un amministratore delegato che creava profitti, ma demotivava i colleghi e «prevaricava ruoli e competenze».

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Progettare vs Decidere

Mi piace riflettere su queste parole di Jeff Bezos – fondatore di Amazon – che rappresentano magistralmente quanto sia fondamentale e possibile orientare le aziende al long-term (riprendo questo testo dal post di Giorgio Barbetta).

Intervistatore: complimenti per i risultati di Amazon dell’ultimo trimestre

J.Bezos: “Fully backed 2 years ago” (risultati costruiti due anni fa)

Intervistatore: prossimo trimestre?

J.Bezos: andato, ora siamo presi per il quarter del 2020

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Ossesionati dalle misure

“Ossessionati dalle misure, è così che ci siamo ridotti. Taglie, altezze, pesi, voti, resoconti”.

Quello che scrive Stefania Zolotti nell’Editoriale n. 49 di SenzaFiltro pone l’accento su un problema centrale delle organizzazioni.

Di fronte alla crisi i manager sono sempre più ossessionati dal numero e dalle misure, ma questo non risolve il problema anzi nè la causa. Non si tratta di trovare un un sistema per misurare in modo diverso, ma semplicemente è necessario buttare i numeri.

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Il cannocchiale di Galileo e l’industria 4.0

Le scoperte astronomiche che fece Galileo all’inizio del ‘600 con il suo cannocchiale ci dicono molto sulle sfide che le nuove tecnologie pongono alle imprese. Proviamo a vedere perché.

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L’organizzazione non è una macchina

In questo post mi piace riflettere sulla metafora meccanicistica: una delle più usate quando ci riferiamo all’impresa, se pensiamo ad espressioni come “la macchina deve ripartire”, “qualcosa si è inceppato”, “il motore dell’azienda”, “la macchina burocratica”, “l’organizzazione gira come un ingranaggio perfettamente oliato” ecc.

La metafora ha un ruolo importante e diversi studi mostrano come eserciti una influenza sul mostro modo di pensare e concepire il mondo. Da una parte ci permette di capire cose importanti dall’altra è sempre fuorviante perché incompleta e falsa.

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