Università, gli studi belli ma inutili

Propongo un mia riflessione in merito all’articolo di Stefano Feltri, pubblicato su ilfattoquotidiano.it il 17 agosto 2015 dal titolo: “Università, gli studi belli ma inutili e l’ascensore sociale bloccato.
Gli articoli di Feltri sono spesso stimolanti e provocanti, e quindi importanti. Ma, in questo caso, mi pare che semplifichi troppo, con tutti i pericoli delle eccessive semplificazioni.

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Fiemme PIACE: verso un nuova idea di distretto industriale

In questi anni di crisi è difficile riuscire a trovare aziende che crescono, assumono e valorizzano i talenti. Anche se sono poche, queste imprese esistono e testimoniano la possibilità di un nuovo modello di sviluppo che oltre a creare benessere e nuovi stimoli per i dipendenti nello stesso tempo valorizza tutto il territorio che le ospita.

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Il timore di influenzare l’altro: la negazione del conflitto della formazione.

Nel 2007 una lettera scritta da un gruppo di studenti del Liceo Spedalieri di Catania e la successiva risposta da parte dei docenti, aveva suscitato molto clamore, innescando un vivace dibattito a livello nazionale sul ruolo della scuola e su coloro che si occupano di educazione.

A 10 anni di distanza mi pare fondamentale riflettere ancora su un aspetto che mi pare centrale in quell’episodio: la negazione e il non riconoscimento della conflittualità nel processo di apprendimento.

Un tema che interessa non solo la scuola ma tutte le organizzazioni e le imprese che devono gestire situazioni di potere asimmetriche come capo/collaboratore e devono affrontare le sfide che la contemporaneità impone: prendere posizione; valorizzare le differenze; gestire il confronto tra autorità e autonomia.

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I criteri per la valutazione dei progetti. Un esempio di conflitto della conoscenza

Quando si parla di conflitto di solito si pensa ad uno scontro fra idee e posizioni contrapposte, ma esiste anche un tipo di conflitto che riguarda il nostro modo di conoscere e di apprendere, un conflitto che potremmo definire “conflitto della conoscenza”.

E’ un conflitto che nasce dall’ambiguità costitutiva del nostro modo di apprendere e che non è possibile mai eliminare.

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Sbottonare la competitività: le nuove scoperte delle scienze sociali per la comunicazione e la gestione strategica d’impresa.

C’è un disallineamento tra quanto la scienza sa e ciò che le imprese praticano. Ci sono tante scoperte delle scienze sociali – psicologia, neuroscienze, antropologia, filosofia, scienze della complessità ecc – che dimostrano tante cose su come siamo fatti e su come ci comportiamo, come apprendiamo, come motiviamo le persone, a quali condizioni possiamo creare qualcosa di nuovo e innovare.

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